Radio documentario in Europa

Indagine sul radio documentario in Europa
Nel luglio 2012 Audiodoc ha pubblicato un’indagine sul radio documentario in Europa. Come associazione fondata per la promozione e la diffusione del documentario radiofonico in Italia ci si è interrogati sullo spazio che il radiodocumentario occupa nel nostro paese, anche in confronto con altri paesi europei. Come si legge nell’indagine nella parte dedicata alle motivazioni di questo lavoro di inchiesta: “Se guardiamo ai due più importanti festival europei dedicati (anche) al documentario radiofonico – il Prix Europa e il Prix Italia – si può avere l’impressione che questo genere sia una solida realtà ben rappresentata in tutti i paesi europei. Ad esempio, nell’edizione del 2011 del Prix Europa, sono stati presentati in concorso documentari provenienti dalle radio di Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Finlandia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia e Svezia. Poco invece si sa – almeno a quanto ci risulta – delle somiglianze o differenze tra i vari paesi a proposito, ad esempio, del numero dei documentari prodotti, o di come e da chi vengano realizzati. Cosa sappiamo delle diverse realtà, dei cambiamenti o dei problemi con i quali le radio pubbliche in Europa e gli autori di radio documentari si stanno confrontando?

La situazione che, per ovvi motivi, conosciamo meglio è quella italiana. Per esempio, nel corso degli ultimi dieci anni, il documentario ha trovato spazio – anche se non in maniera continuativa – all’interno della programmazione di Radio 3, il canale culturale della RAI. La presenza del documentario a Radio 3 non significa tuttavia che il servizio pubblico radiofonico italiano dimostri una grande attenzione nei confronti di questo genere. Infatti, anche tenuto conto della diminuzione complessiva delle risorse economiche a disposizione della radiofonia nazionale, si ha comunque l’impressione che il documentario sia stato uno dei generi più penalizzati. Pochi investimenti – per un tipo di linguaggio che invece ne richiederebbe di consistenti – significa inevitabilmente l’abbassamento della qualità (e anche della quantità), l’assenza di sperimentazione e ricerca (per un genere che dovrebbe invece favorirle) e la mancanza di qualsiasi tipo di formazione e incoraggiamento ai giovani autori“.

Audiodoc, dopo sei anni di attività (produzione, formazione, festival, seminari, ascolti pubblici, ecc.) ha deciso di elaborare e inviare un questionario ai responsabili del settore documentario di quasi tutte le radio pubbliche europee. Molte erano le domande cui cercavamo una risposta: la situazione italiana è simile o diversa da quella degli altri paesi? Quali sono i modelli produttivi adottati dalle radio? Chi sono gli autori dei documentari? Quanto guadagnano per il loro lavoro? Che formazione professionale hanno?

Abbiamo inviato il questionario a 63 redattori di 32 diversi paesi.

Per leggere il risultato di questa indagine cliccare qui > Indagine sul radio documentario in Europa

Il lavoro di indagine è stato svolto da Andrea Giuseppini e Roman Herzog.