Contro le escissioni l’audiodoc parla Swahili o Mooré

Realizzare radio documentari in lingua Peul, oppure in Kikuyu, Songhai, Bambara o Swahili, per far nascere dubbi e domande sulle mutilazioni genitali femminili e favorire il loro superamento.

E’ stato questo l’obiettivo delle formazioni realizzate da Audiodoc in Senegal e Kenya nel’ambito del progetto promosso dall’associazione italiana AIDOS con il sostegno di UNFPA e UNICEF

A partire dall’estate 2015, 25 giornalisti provenienti da Senegal, Burkina Faso, Mali, Kenya, Uganda e Tanzania, hanno partecipato ai due laboratori di Audiodoc realizzando produzioni pilota in francese e inglese.

Al termine dei laboratori 6 dei partecipanti hanno ottenuto un premio per poter produrre il proprio progetto di documentario in una lingua a scelta tra quelle più parlate nei paesi di residenza.

Il risultato del progetto è un interessante archivio multilingue che prova ad affrontare la questione delle mutilazioni genitali femminili al di là dei dogmi e delle parole d’ordine.

Dalla resistenza delle ragazze in Casamance, alla scelta consapevole di una famiglia in Kenya passando alla storia di Y, giornalista maliana, che ha bisogno di un nome falso per poter raccontare liberamente, l’elenco dei documentari prodotti è disponibile sull’archivio sonoro del progetto.