La definizione è quella di “assistente sessuale”. Nell’idea di Lovegiver, il comitato nato con l’obiettivo di promuovere in Italia questa nuova figura professionale, sarà un educatore e un terapeuta, ma anche un mediatore empatico, capace di rispondere alle esigenze di chi non vive serenamente la propria sessualità a causa di un corpo “diversamente abile”.
Quando si parla di disabilità il tema della sessualità resta ai margini. Eppure il desiderio può nascere allo stesso modo sia nei normodotati che nei disabili e abbattere la distanza altrimenti imposta nella vita. Max Ulivieri, attivista e promotore del comitato Lovegiver, affetto da una rara malattia degenerativa, ha deciso di strappare il velo di silenzio che avvolge il tema del sesso e della disabilità. Insieme a lui un gruppo di psicologi e sessuologi tentano di spiegare quali dovrebbero essere le priorità nel lavoro di assistente sessuale, per fare questo hanno attivato un corso di formazione, tutt’ora bloccato a causa di una legge ben precisa. In Italia infatti il rischio di incorrere nell’accusa di sfruttamento della prostituzione ha finora impedito di lavorare a molti operatori, mentre nei paesi del nord Europa esistono specifiche figure professionali che operano come sex worker.
In bilico tra sperimentazione e impegno sociale, i promotori italiani dell’assistenza sessuale spiegano perché, a volte, è necessario guardare oltre l’apparenza.

Prodotto da Radio Svizzera Italiana
Durata: 26′ 08”
Anno 2015

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